
Il residuo fisso è il numero più letto e meno capito dell'etichetta di un'acqua minerale. Indica quanti sali restano dopo aver fatto evaporare un litro d'acqua a 180 °C, e da solo decide se in etichetta può comparire "minimamente mineralizzata", "oligominerale" o "ricca di sali minerali". Non dice però se un'acqua è migliore di un'altra: dipende da chi la beve e per cosa.
Con 273 litri di acqua minerale a testa nel 2025 (Annuario Acquitalia, ripreso da Beverfood), vale la pena saper leggere quel numero. Qui trovi le soglie di legge con il link alla Gazzetta Ufficiale, la differenza tra residuo fisso, conducibilità e durezza, e i valori reali delle 13 acque del nostro listino.
In breve
- Il residuo fisso a 180 °C è la quantità di sali disciolti in un litro d'acqua, in mg/L.
- Per legge (D.Lgs. 176/2011, art. 12): "minimamente mineralizzata" fino a 50 mg/L, "oligominerale" fino a 500, "ricca di sali minerali" oltre 1500. In mezzo, le "medio minerali".
- L'OMS non fissa un valore guida sanitario per i sali disciolti: conta il gusto, gradevole sotto 600 mg/L.
- Acqua "dura" e calcoli renali: un falso mito secondo l'Istituto Superiore di Sanità.
Cosa significa residuo fisso a 180 °C
Il residuo fisso è il peso dei sali minerali che rimangono quando un litro d'acqua evapora completamente a 180 °C. Si misura in milligrammi per litro ed è un parametro obbligatorio nelle analisi di riconoscimento di ogni acqua minerale, insieme a pH, conducibilità e anidride carbonica libera, come stabilisce il DM Salute 10 febbraio 2015.
In sigla internazionale è il TDS (solidi disciolti totali). Le linee guida OMS sull'acqua potabile sono chiare: non esiste un valore guida basato sulla salute per il TDS. L'unica indicazione riguarda il gusto, gradevole sotto circa 600 mg/L e "significativamente e sempre più sgradevole" oltre circa 1000 mg/L.
Le differenze tra le acque in commercio sono enormi: secondo ARPA Veneto, su circa 30 marche analizzate il residuo fisso va da 14 a 1279 mg/L. Per confronto, l'acqua del rubinetto italiana sta in genere tra 188 e 730 mg/L.
Le classi di legge: quattro fasce di residuo fisso
La classificazione che leggi in etichetta è fissata dall'art. 12 del D.Lgs. 176/2011, in Gazzetta Ufficiale dal 5 novembre 2011.
| Menzione in etichetta | Residuo fisso a 180 °C |
|---|---|
| Minimamente mineralizzata | fino a 50 mg/L |
| Oligominerale o leggermente mineralizzata | fino a 500 mg/L |
| Medio minerale | da 500 a 1500 mg/L |
| Ricca di sali minerali | oltre 1500 mg/L |
La fascia "medio minerale" non ha una menzione propria nel decreto: è la classe residua, usata ad esempio da Altroconsumo con il nome "mediominerale", per le acque che non rientrano nelle altre tre.
Le classi di legge vanno tenute distinte dalle frasi sulla salute. Una dicitura come "proprietà depurative" non discende dal residuo fisso: l'art. 12 ammette menzioni di effetti sulla salute solo con autorizzazione del Ministero. Fidati delle soglie numeriche prima degli slogan.
Le 13 acque del distributore a confronto
La tabella riporta pH, conducibilità e residuo fisso delle acque in vendita nel distributore AcquaSelf24 Roma di Pavona, con la classe di legge calcolata sulle soglie viste sopra; i valori vengono dalle etichette.
| Acqua | pH | Conducibilità (µS/cm) | Residuo fisso (mg/L) | Classe di legge |
|---|---|---|---|---|
| Sant'Anna | 6,6 | 25,5 | 22 | Minimamente mineralizzata |
| San Bernardo | 7,04 | 52 | 34,9 | Minimamente mineralizzata |
| Levissima | 7,7 | 126 | 82 | Oligominerale |
| Santa Croce | 7 | 290 | 180 | Oligominerale |
| San Benedetto | 7,21 | 480 | 274,8 | Oligominerale |
| Fonte Elisa | 7,3 | 475 | 299 | Oligominerale |
| Frasassi | 7,33 | 512 | 327,7 | Oligominerale |
| Vitasnella | 7,3 | 578 | 418 | Oligominerale |
| Acqua di Nepi | 5,66 | 745 | 557 | Medio minerale |
| Egeria | 6,35 | 772 | 646 | Medio minerale |
| Uliveto | 5,8 | 1099 | 741 | Medio minerale |
| Lete | 6,2 | 1158 | 882 | Medio minerale |
| Ferrarelle | 6,2 | 1800 | 1323 | Medio minerale |
Il quadro è netto: due minimamente mineralizzate, sei oligominerali, cinque medio minerali e nessuna "ricca di sali". Ferrarelle, con 1323 mg/L, resta sotto i 1500 e per legge è una medio minerale. Sul fronte opposto, Sant'Anna (22 mg/L, valore confermato dal sito ufficiale per la fonte Rebruant) e San Bernardo (34,9 mg/L) sono le scelte per chi cerca un'acqua a residuo fisso basso. Egeria (Roma, Colli Albani) e Acqua di Nepi (Viterbo) sono le due acque laziali del gruppo.
Un dettaglio che pochi notano: le effervescenti naturali hanno il pH più basso. Nepi (5,66), Uliveto (5,8), Lete e Ferrarelle (6,2) stanno sotto le acque piatte, che vanno da 6,6 a 7,7. La causa è l'anidride carbonica disciolta, che acidifica l'acqua: per ARPA Veneto il pH delle acque in commercio sta "fra 6 e 8 circa", e scendere poco sotto è la firma dell'effervescenza. Per le quattro con CO2 libera oltre 250 mg/L (Nepi, Egeria, Lete, Ferrarelle) la legge consente anche la dicitura "acidula".
Residuo fisso, conducibilità e durezza: che differenza c'è
Sono tre misure diverse della stessa cosa, i sali disciolti, ma non sono intercambiabili. Il residuo fisso pesa i sali, la conducibilità misura quanta corrente elettrica l'acqua trasporta grazie a quei sali, la durezza conta solo calcio e magnesio.
La conducibilità, spiega la guida all'etichetta di ARPA Veneto, "misura la capacità di una soluzione di trasportare corrente elettrica" e si esprime in microsiemens per centimetro (µS/cm). Per l'acqua del rubinetto il D.Lgs. 18/2023 fissa un limite di 2500 µS/cm; per le minerali non c'è un tetto, perché la mineralizzazione è una caratteristica della sorgente.
Abbiamo calcolato il rapporto tra residuo fisso e conducibilità per le 13 acque della tabella: va da 0,57 (San Benedetto) a 0,86 (Sant'Anna), con una media di circa 0,70. Se su un'etichetta trovi solo la conducibilità, moltiplicandola per 0,7 ottieni una stima ragionevole del residuo fisso. È una regola empirica ricavata dai nostri dati, non una legge chimica: il rapporto cambia con il tipo di sali.
La durezza si esprime in gradi francesi (°F) e conta solo calcio e magnesio. Nella tabella la riporta solo Levissima (6 °F), un valore molto basso e coerente con i suoi 82 mg/L di residuo fisso. Per Altroconsumo la durezza storicamente consigliata è tra 15 e 50 °F.
Come leggere l'etichetta di un'acqua minerale
L'etichetta di un'acqua minerale è un documento regolato per legge, non uno spazio pubblicitario. L'art. 12 del D.Lgs. 176/2011 impone: denominazione, nome della sorgente e luogo di utilizzazione, composizione analitica, data e laboratorio delle analisi, contenuto nominale, termine minimo di conservazione, lotto ed eventuali trattamenti. Le analisi vanno aggiornate almeno ogni 5 anni.
Residuo fisso e classe
Cerca "residuo fisso a 180 °C" e confrontalo con le quattro fasce. Se l'etichetta dice "oligominerale", il numero deve stare sotto 500 mg/L.
Sodio, calcio, bicarbonato
Lo stesso art. 12 fissa le soglie delle altre diciture: "indicata per diete povere di sodio" richiede sodio sotto 20 mg/L, "calcica" calcio oltre 150 mg/L, "contenente bicarbonato" oltre 600 mg/L, "magnesiaca" magnesio oltre 50 mg/L. Controlla i numeri della composizione analitica prima di fidarti della dicitura.
Nitrati e fluoruri
Il DM 10/02/2015 fissa per i nitrati un limite di 45 mg/L, che scende a 10 mg/L per le acque destinate all'infanzia; per i fluoruri 5 mg/L, con 1,5 mg/L per l'infanzia. Sopra 1,5 mg/L di fluoruri è obbligatoria un'avvertenza in etichetta (Altroconsumo).
Il residuo fisso alto fa male ai reni?
No, e lo dice l'Istituto Superiore di Sanità. Nella scheda sui falsi miti, ISSalute scrive che "è una falsa convinzione pensare che bere l'acqua del rubinetto, anche quella ad elevato residuo fisso, vale a dire ricca di sali di calcio e magnesio, possa favorire la formazione di calcoli renali". Il consiglio di passare ad acque leggere per prevenire i calcoli "non è giustificato da evidenze scientifiche", e le acque ricche di calcio risultano anzi utili nella prevenzione della calcolosi.
Gli urologi vanno nella stessa direzione. Paolo Piana, della Città della Salute di Torino, spiega su Medicitalia che per chi soffre di calcoli contano soprattutto i volumi, 1,5-2,5 litri al giorno, e che non ci sono elementi sufficienti per privilegiare le oligominerali: il calcio dell'acqua dura può anzi legare l'ossalato nell'intestino con effetto protettivo. Chi ha una patologia renale segue comunque il proprio medico.
Residuo fisso basso è sempre meglio?
Neppure questo è vero: un residuo fisso basso è sensato per alcuni usi, non un vantaggio in assoluto. Altroconsumo indica che per chi fa sport un'acqua tra 500 e 1500 mg/L aiuta a reintegrare i sali persi con il sudore, mentre le acque "ricche di sali minerali" vanno bevute solo su indicazione medica. Rocchetta, tra i produttori, sostiene che un residuo "non inferiore a 100 mg/l" sia segno di un buon contenuto di minerali: è la posizione di un'azienda che vende acqua in quella fascia, non un parere sanitario.
Per il latte in polvere dei neonati il discorso è più preciso. Il pediatra Vincenzo Calia, su Uppa, indica residuo fisso sotto 500 mg/L, nitrati sotto 10, sodio sotto 10, calcio sotto 100 e fluoro sotto 1,5 mg/L, e aggiunge che l'acqua del rubinetto di Roma, Milano o Bari è adeguata: l'acqua "speciale per neonati" è marketing. Nella nostra tabella Sant'Anna e San Bernardo restano più lontane da ogni soglia, ma sodio e calcio vanno verificati in etichetta.
Domande frequenti
Residuo fisso: quanto deve essere?
Non esiste un valore ideale. L'OMS non fissa un limite sanitario per i sali disciolti e la legge italiana si limita a classificare le acque in fasce. Per il consumo quotidiano vanno bene minimamente mineralizzate e oligominerali.
Qual è l'acqua con il residuo fisso più basso tra quelle del distributore?
Sant'Anna, con 22 mg/L, seguita da San Bernardo con 34,9 mg/L. Entrambe sono "minimamente mineralizzate" secondo il D.Lgs. 176/2011.
In sintesi
Il residuo fisso dice quanti sali ci sono in un litro d'acqua, non quanto quell'acqua è buona per te. Leggi la classe di legge, controlla sodio e nitrati, e scegli in base all'uso: leggera per neonati e consumo quotidiano, più mineralizzata per lo sport o a tavola. Se il dubbio nasce da una patologia, decide il medico. Per il confronto con l'acqua di rete, leggi perché scegliere l'acqua in bottiglia rispetto ai depuratori casalinghi.
Tutte le 13 acque della tabella sono disponibili in cassa nel distributore drive-through di Via Nettunense 140 a Pavona, aperto 24 ore su 24: scopri dove siamo e come funziona.
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